Il Declino Delle Leggende

Ho conosciuto League of Legends quando c’era ancora la Season 2: da quel momento l’ho seguito nel suo percorso, a passi a volte lunghi, a volte corti, l’ho visto crescere insieme all’azienda che l’ha creato (Riot Games) fino a diventare una presenza massiccia, ingombrante, giunonica all’interno del panorama eSports. Ci ho fatto un bel po’ di strada insieme, giocandoci fino alla fine della Season 3 e sporadicamente durante la Season 4 fino a perderne quasi l’interesse. Ho detto “quasi” perché ancora seguo un po’ la scena: un’occhiata a Reddit, i forum, qualche streamer, nella speranza che ad un certo punto accada qualcosa, una scintilla che mi faccia ritornare la voglia di giocare, che mi convinca che questo colosso stia lentamente, ma con sicurezza, uscendo dalla profonda pozzanghera nella quale si è impantanato.

Perché League of Legends è in una “profonda pozzanghera”? Cerchiamo di riordinare un po’ le idee, partendo da alcuni rumors del momento: Dyrus si ritira, xPeke si ritira, I Will Dominate si è rotto il cazzo dopo l’ennesimo ban (però, suvvia, è coglione lui), LemonNation si ritira, HotshotsGG si prende una pausa. La mia domanda è: chi rimpiazzerà tutta ‘sta gente? Io, seriamente, non vedo una faccia nuova sulla scena dal millenovecentopropriomai. Quando mi affacciai su League of Legends lo “streamer” non era una figura così popolare come adesso (e notate quanto poco ci ha messo a diventarlo: potere di Internet), c’era Own3d che andava per la maggiore e Twitch a morderle i calcagni (poi si sa chi l’ha spuntata): insieme al gioco ho visto anche nascere e crescere la community di streamer e giuro su quanto di più sacro esiste su questa terra che non mi ricordo di qualcuno che è arrivato ed è rimasto. Vedo sempre la stessa gente di anni ed anni fa. Vedo una faccia nuova ogni tanto che non fa mai il botto o rimane comunque relegato al suo personale stream, vedo gente molto capace, di qualità (come RFLegendary) sbattersi ogni tanto a mettere su un team che però non ingrana mai.

L’unica cosa veramente nuova che vedo da un bel po’ di tempo a questa parte, invece, sono i pro players che si rompono il cazzo del gioco. Ognuno avrà i suoi motivi: fattostà che le prospettive eSport di League of Legends saranno piuttosto incerte dopo il World Championship di questo anno. “Incerte” non vuol dire “defunte”, anche perché c’è ancora una solidissima base cinese/koreana, ma mi sono chiesto più di una volta quanto tempo sia possibile campare se a fine di ogni competizione un pro player fa le valigie e lascia un posto vacante che non riesce in nessun modo ad essere riempito, anche solo da uno scaldaseggiole. Ah, per la cronaca, la Riot (e qualche fanboy a random) ogni tanto tira fuori i mitici “oltre 70 milioni di giocatori”. Peccato che quei 70 milioni siano in realtà account: c’è grossa differenza tra giocatoreaccount, perché il primo è unico mentre i secondi si moltiplicano (alzi la mano chi in vita sua non s’è mai fatto uno smurf).

Ciò mi porta ad un altra domanda: perché non ci sono giocatori nuovi in League of Legends? Ecco, qua un po’ inizio ad incazzarmi. Secondo me le colpe sono da ricercarsi un po’ ovunque. Cercherò di riassumerle per punti, anche se sicuramente finirò anche a parlare di altri problemi non meno gravi.

  • Innanzi tutto è estremamente difficile per un nuovo giocatore riuscire ad inserirsi nel gioco e superare l’orribile fase di levelling dell’account. Gli altri giocatori e la Riot stessa non aiutano per niente i nuovi giocatori: League of Legends ha un tutorial che fa ridere i polli (sentite, non voglio fare la figura del fanboy del cazzo ma andate a vedere il tutorial di DOTA 2 e ditemi voi), durante il levelling si incontra la peggio merda, dai toxic players ai Diamond smurf, ma soprattutto dopo 30 livelli non si impara una minchia. Levellare un account su League of Legends è semplicemente inutile: non ci sono traguardi da raggiungere, niente che ti invogli ad arrivare al 30 se non la voglia di mandare tutto a fare in culo e giocare veramente a ‘sto gioco. È solo un raschiare IP partita dopo partita per comprare i Champion che piacciono stando attenti a non cadere nella noobtrap delle rune di tier 1 e tier 2. Io ho imparato a giocare perché avevo degli amici che mi hanno insegnato a farlo e c’erano i tutorial su YouTube, non certo perché il gioco mi ha dato una mano. Il concetto stesso di dover levellare l’account è completamente inutile, e difficilmente verrà cambiato. Motivo? Microtransizioni, ragazzi miei. Tutti gli account nuovi di zecca, siano essi brand-new players o ennesimi smurf, sono una costante miniera d’oro per la Riot, perché c’è sempre qualcuno che ci investe un EXP boost, un IP boost, un Champion in sconto o qualche skin.
  • Il sistema di ranking è una boiata terrificante e chiunque l’abbia ideato dovrebbe vergognarsi. Ciò che si vede all’esterno (League, Division, LP) non ha assolutamente niente a che vedere con le effettive skill del player (MMR), che tra l’altro rimangono addirittura nascoste ed è solo possibile stimarle tramite siti esterni. Questo sistema è stato ideato come specchietto per allodole per accontentare tutti i bimbominchia che stavano iniziando a popolare League of Legends a ridosso della Season 3 e piangevano che erano stuck in Bronze ma in realtà meritavano il Gold, poi in realtà si è rivelato molto più casinista del dovuto, creando più problemi di quanti ne avrebbe dovuti risolvere nascondere (vedi i gatekeeper, la situazione del Diamond 5, il sovraffollamento della Challenger agli inizi). Non puoi creare un sistema che di fondo è basato su una cosa (MMR) e come risultato te ne fa vedere un’altra (League, Division, LP): o usi un sistema oppure usi l’altro ma non entrambi, porca pupazza. Senza contare che questo sistema ti richiede di fare vittorie on-demand: è una cosa allucinante, io non ho memoria di un altro gioco competitivo che funzioni così. Fondamentalmente, dopo aver bestemmiato divinità di altre religioni perché ormai hai finito quelle a disposizione della tua ed aver grindato LP come un koreano manco fossi su Ragnarok Online, il gioco ti mostra un bel popup che in soldoni ti dice: “Bravo campioncino, ora vinci 2 barra 3 partite per forza oppure rimani pure dove sei e ripeti tutto da capo”. In un gioco normale creato da gente con la testa a posto la tua posizione in ladder è definita dal tuo elo/MMR e basta (come era in Season 2, insomma). In più, il fatto che Ranked e Normal abbiano due MMR differenti che portano un player Diamond in Ranked a confrontarsi con gente Silver quando gioca in Normal è assolutamente indifendibile.
  • L’ambiente di gioco è veramente troppo toxic. Chiunque abbia giocato online con sconosciuti prima o poi sarà stato sicuramente insultato, ma io veramente mai come in League of Legends. Ho anche la sfortuna di essere uno che risponde quando provocato, ma col tempo ho imparato a controllarmi ed usare i rudimentali tool messi a disposizione dal gioco, come /ignore. Wingsofdeath tempo fa aveva messo come titolo del suo stream: “If you are an intentional feeder you get a chat restriction, but if you say GG EZ you get banned”. Dunkey ha smesso di fare video su League of Legends quando è stato bannato per aver insultato un Malphite che stava rovinando la partita a quattro persone (lui ha sbagliato, ma la morale è che uno che insulta si becca il ban ed uno che grieffa i game continua a farlo senza che gli dicano quasi nulla). Anche se adesso stanno cominciando a lavorare su questa cosa, purtroppo è passato veramente fin troppo tempo: il controllo sui giocatori è una cosa importantissima ed andava fatto molto tempo addietro, prima che degenerasse così tanto. Dopo così tanti anni ancora non abbiamo un vero sistema per gestire AFKer, griefer, flamer, intentional feeder, gente che tiene in ostaggio quattro persone in Champion Select. Come bonus ci mettiamo pure che tutto ciò che stanno implementando fino a pochi mesi prima veniva visto come la peste: prisoner island, Champion Select con selezione del ruolo.
  • I pro players hanno un gioco egocentrico ed il resto della community è una massa di pecore. Questo secondo me è il concetto più importante e cercherò di spiegarvelo con quanta più chiarezza possibile. “Egocentrico” non vuole essere un insulto, ma non esiste altra parola che posso usare per esprimermi. Vedete, moltissimi pro players hanno il loro stile di gioco e proprio come ogni altro giocatore hanno il piacere di giocare a League of Legends nel modo che preferiscono: alcuni sono one-trick-ponies, altri coltivano la loro Champion pool, altri seguono il meta. Non c’è niente di male in tutto questo, ma le cose si complicano quando c’è di mezzo uno stream: la maggior parte dei pro player che streama forse non si rende nemmeno conto di quanta risonanza ed influenza possiede sulle masse. Tutto quello che fa di fronte a 1000, 10000, 30000 spettatori fa un eco micidiale in tutta la community del gioco. Purtroppo pochissimi pro player sfruttano questa loro forza: posso contare sulla punta delle dita di una mano la quantità di streamer educativi, che insegnano qualcosa durante la loro trasmissione, che ogni sera sono in mezzo ad una miriade di tantissimi altri giocatori bravissimi ma che sotto questo punto di vista sono del tutto anonimi. Non ne faccio loro una colpa: ognuno è libero di streamare come vuole. Quella con cui mi incazzo, invece, è la community dei loro viewers: queste persone che li seguono non imparano da loro, bensì li imitano. La community di League of Legends è piena di analfabeti funzionali del gioco, gente che pensa che qualcosa sia giusta sulla base del fatto che l’ha fatta qualcun altro senza ragionare con la propria testa né analizzare il motivo per cui quella persona l’ha fatta. Ricordatevi che fare la stessa cosa partendo da due presupposti diversi, ovvero farlo perché lo si è imparato da un altro e farlo perché lo si è copiato da un altro, porta a due risultati diversi. Mi ricorderò per sempre quella sera in cui Bjergsen utilizzò Alistar mid in SoloQ: vi giuro che non sto scherzando né esagerando quando vi dico che Reddit andò in delirio annunciando cambiamenti stratosferici del meta e “Alistar sleeper OP!”. Quella sera è stata la messa in pratica di quanto vi sto spiegando qui: per un brevissimo periodo Alistar mid in SoloQ era diventato qualcosa grazie a Bjergsen che fa una trollata sul suo stream ed i suoi 15000 viewers che si fanno i film in testa, e con Bjergsen che sicuramente non ha pensato a cosa avrebbe potuto scatenare con quel pick.
  • L’analfabetismo funzionale porta ad un regime fascista nel gioco. La community di League of Legends segue i pro players come gli apostoli facevano con Cristo e qualsiasi cosa non rientri nei loro schemi è “out of meta”. Questo rende del tutto impossibile per il giocatore medio giocare il “suo” gioco, ovvero usare i Champion che preferisce, tentare nuove strategie, mettere in pratica il suo theorycrafting, senza venir cazziato, minacciato e reportato da tutto il suo team ad ogni Champion Select. Quando mi sono azzardato a far presente questa cosa su Reddit uno ha avuto il coraggio di rispondermi che “in Ranked io pretendo che tu usi ciò che da al team più possibilità di vittoria”, che a rigor di logica non è “il Champion più forte in meta ora” ma “il Champion che meglio so usare e che si adatta a questa partita”, anche se non è stato giocato nell’ultimo split dell’LCS. La community di League of Legends è drogata al limite dell’overdose dallo spirito di competizione che ormai anche le Normal sono partire serie, in cui devi giocare perfettamente e bisogna vincere a tutti i costi, quando invece dovrebbero essere il posto per sperimentare, con intelligenza e senza troppi rischi. Avete mai provato a dire: “relax, it is just a Normal”? Vi si inculano con la sabbia (e poi vi reportano, e finiscono per aver ragione, e vi beccate un bel chat restricted).
  • Il concetto di “perfect imbalance” non viene applicato. Il “perfect imbalance” è un sistema di bilanciamento di un gioco basato sul fatto che quando il gioco viene dominato da un fattore A, i giocatori trovano prima o poi un fattore B in grado di contrastarlo. Questo renderà il fattore B il nuovo dominatore del gioco, fino a che non verrà trovato un fattore C, e via all’infinito. League of Legends è basato su questo ed altri fattori (per esempio, questo), ma nella pratica non funziona così. I pro players che streamano e tutti quelli che giocano ai tornei raramente fanno un’operazione di counter-picking o team composition, preferendo di gran lunga giocare i Champion che semplicemente risultano i più forti del meta attuale: i giocatori che dovrebbero muovere gli ingranaggi del “perfect imbalance” in realtà se ne sbattono proprio le palle e cercano per quanto più possibile di mantenere una situazione di stallo del meta (cosa che, almeno personalmente, ha portato alla visione delle partite più noiose mai giocate da quando esiste il competitivo di League of Legends: le toplane di Maokai sono al cloroformio) perché tentare di soverchiare l’altro è troppo rischioso e cercare di pareggiare le forze in campo rende invece molto di più.
  • Shift del meta forzato. Se il “perfect imbalance” non gira ed ai giocatori vengono tagliate le gambe quando fanno un pick che va contro il Regime, ad un certo punto la Riot è costretta a cambiare il meta con la forza, che si voglia o no. In qualche modo deve pompare più linfa vitale al gioco per mantenere alto l’interesse e generare hype e voglia di continuare a giocare. Il problema è che la Riot non ci sta più con la testa ma da parecchio ed i suoi numerosi cambi di meta mediante buff e nerf a Champions e items si sono spesso rivelati dei clamorosi disastri (il più devastante penso sia la jungla in Season 5 e, poco dopo, il Cinderhulk), il che ci porta inevitabilmente a…
  • Incompetenza generale della Riot nel gestire il gioco. Sarò un po’ duro, ma non si può non esserlo di fronte ai fatti. La Riot ha problemi di comunicazione interna molto gravi (patch notes incomplete perché “non ci siamo parlati”, gente che mette Champion placeholder sul PBE che finiscono live con dummy stats: questo ed altro nelle patch 5.2 e 5.3 nel caso voleste verificare di persona) e manca senza dubbio di un team di test interno e di un supervisore del ciclo creativo/produttivo perché non è comprensibile né giustificabile che dopo mesi a lavorare su una cosa come il Sated Devourer il lupo segua Shaco in stealth rivelando agli avversari la sua posizione e si moltiplichi quando usa l’ultimate (vi prego di andare sul sito della Riot e guardate, se c’è ancora, la foto di gruppo: ora spiegatemi come cazzo sia possibile con tutta quella gente che nessuno si sia parlato, abbia sollevato un dubbio, si sia messo a controllare, abbia notato ‘sta cosa), c’è Shen che per mesi è stato disabilitato in competitivo per un bug con l’ultimate che non si riusciva a capire e che poi è andato via da solo senza sapere perché, e poi quella povera disgraziata di Caitlyn che ogni tre patch i suoi main players si grattano le palle per paura che ritorni il fantomatico bug dell’autoattack. Il PBE è una stronzata, non è mai stato usato seriamente: dovrebbe essere un tool per scaricare parte del betatesting sui player volenterosi ma questi sono solo capaci di rompere i coglioni perché la veste di Warring Kingdom Nidalee è troppo lunga ed il recall di Slay Belle Katarina la fa troppo porca, mentre quando c’è da testare per bene se il gioco funziona non dicono una parola e poi vanno sui forum a lamentarsi dei bug. C’è gente alla Riot responsabile di cose senza avere le competenze adeguate (tagliate le mani a CertainlyT, per favore). Ci sono aspetti del gioco preistorici (il client, l’assenza dei replay) ed altri incoerenti (che identità ha Diana? Perché siete così coraggiosi da creare Kindred ed imporlo in jungla ma non avete le palle per decidere dove stracazzo deve stare Lulu? Perché viene permesso ad un laner di essere efficiente con un item da jungler?).

Fatemi respirare un attimo.

Non mi va di essere visto come un hater. Veramente. Ho bei ricordi di League of Legends e vorrei averne altri ancora, ma prima di devono far ritornare la voglia di giocare, che con il gioco in queste condizioni è completamente scemata. Non mi piace dire che League of Legends sia diventato “l’ombra di quello che era una volta”, perché diciamocela tutta: in mezzo a tante cazzate è stato pure fatto qualcosa di buono, bello, utile, e si può fare altro ancora.

Spero che alla Riot siano capaci di ritornare in sella, altrimenti vedo nubi molto nere all’orizzonte.